Il museo della guerra trova collocazione dal 1990 a Borgo Castello, nei sotterranei del complesso edilizio costituito dalle cinquecentesche Case Dornberg e Tasso: un ambiente di particolare suggestione, con soffitti a volta e mantenuto in pietra a vista, in cui si ripercorrono le tragiche vicende del fronte dell’Isonzo. Il museo, frutto di un progetto lungamente meditato e confrontato con la più aggiornata storiografia, si propone di offrire una rappresentazione chiara ed efficace degli eventi bellici e dei loro riflessi umani e sociali, modernamente impostata dal punto di vista espositivo, basata su una accurata selezione di materiali e documenti. Dopo un’introduzione generale sul primo conflitto mondiale, l’attenzione si concentra sugli avvenimenti della guerra italo-austriaca sul fronte dell’Isonzo e nel Veneto, sulla mobilitazione generale, sull’arrivo al fronte dei primi contingenti di soldati. Viene poi descritto il vissuto quotidiano dei soldati: la vita di trincea con tutti i disagi e le sofferenze che essa comporta. Una riproduzione, a grandezza naturale, di una trincea conclude questo tema. Si passa poi a Gorizia, città “in trincea”, profondamente segnata dai bombardamenti, mai del tutto abbandonata dai suoi abitanti. Molti di essi, infatti, continuarono a vivere in città sopportando pericoli e disagi come testimoniano le riproduzioni fotografiche. Sono esposte anche le armi del conflitto: dalle mazze ferrate e baionette, alle potenti mitragliatrici e bombarde, frutto della più aggiornata tecnologia. Una sala è dedicata alla complessa situazione dell’anno 1917, caratterizzato dalla stanchezza degli eserciti e della popolazione, dalla disgregazione del fronte orientale, dalle manifestazioni contro la guerra organizzate in diverse città europee. Per l’Italia è l’anno delle ultime cruente offensive sull’Isonzo, dello sfondamento austro-tedesco a Caporetto e del conseguente cambio al vertice del comando supremo dell’esercito. Si prosegue con gli avvenimenti del 1918, dalla resistenza dell’esercito italiano sul Piave, alla battaglia d’arresto, l’avanzata, Vittorio Veneto, l’armistizio italo-austriaco del 3 novembre. L’ultima sala del percorso è dedicata alla storia del museo, alle sue origini e ai precedenti allestimenti. Vi è collocata una serie di oggetti provenienti da donazioni che hanno avuto un ruolo importante nella nascita e nello sviluppo del museo goriziano. Una sala, a margine del percorso tematico-cronologico, è dedicata al generale Armando Diaz. Vi sono esposti documenti, medaglie ed altri oggetti, che fanno parte, insieme all’archivio, del prezioso “fondo Diaz” acquisito dai Musei Provinciali. |