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Tipologia museo


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Musei di Borgo Castello: Collezione archeologica
 
Crocetta longobarda, fine VI secolo
 
 
via: Borgo Castello 13
localita: 34170 Gorizia
comune: Gorizia
telefono: 0481.533926.530382
fax: 0481.534878
ingresso: Intero 3,50 euro, ridotto 2,50 euro. Visite guidate 1,00 euro. Scuole 1,00 euro a persona.
orario: 9.00–19.00
servizi offerti:
giorno chiusura: lunedì
email: musei@provincia.gorizia.it
web site: http://www.provincia.gorizia.it
 

La sezione comprende reperti archeologici provenienti da diverse campagne di scavo condotte nella zona di Gorizia fra la seconda metà dell’Ottocento e gli anni Settanta del Novecento. Documentano l’evoluzione culturale del territorio dell’attuale provincia di Gorizia e della valle dell’Isonzo, dal periodo preistorico fino all’epoca medievale e rinascimentale.
La prima sala è dedicata al periodo che va dalla fine del Paleolitico alla fine del Neolitico (da 450.000 a 3.000/2.500 anni a.C. circa): ci sono principalmente manufatti litici, che provengono soprattutto da San Lorenzo Isontino, Capriva e Mossa.
La seconda sala ospita i reperti della Protostoria, un arco temporale corrispondente grosso modo agli ultimi due millenni a.C., caratterizzato da una profonda trasformazione culturale delle comunità, essenzialmente legata all’introduzione del metallo, prima rame, poi bronzo. Con l’età del Ferro (I millennio a.C.) la documentazione si arricchisce sia per gli abitati, che per le necropoli. Durante la Protostoria, più precisamente dalla metà del II alla metà del I millennio a.C., furono costruiti ed abitati i castellieri, strutture difensive su alture, in posizione già naturalmente protetta. I principali castellieri del Carso Goriziano sono quelli di Brestovec, di San Polo e di Castellazzo di Doberdò. Necropoli a cremazione sono state individuate in numerose località ed è esposta una scelta di materiali di alcune di esse: da Most na SoÄ�i (in Slovenia), che è una delle più antiche necropoli dell’area padano-alpina orientale con oltre seimila tombe rinvenute nel corso di diverse campagne di scavo tra il 1880 ed il 1902, da Medea e dal Monte Calvario presso Lucinico.
Nella terza sala sono esposti manufatti dall’età romana. In quest’epoca si intensificò e perfezionò la produzione di attrezzi ed utensili in ferro legati all’agricoltura, alla pesca, alla lavorazione del legno e all’edilizia.
Molte forme raggiunsero allora un tale grado di funzionalità da rimanere sostanzialmente invariate fino ai tempi moderni. Il vetro costituì un altro importante settore dell’artigianato romano, sviluppando tecniche diverse e forme molto varie documentate nella sezione soprattutto dai reperti aquileiesi. Sono presenti anche altre classi di materiali quali la ceramica, le anfore e le lucerne con una ricca tipologia. La testimonianza più
rilevante dell’epoca romana nel Goriziano è costituita dai manufatti rinvenuti nella villa rustica di Lucinico.
La quarta sala è dedicata ai periodi medievale e rinascimentale.
L’alto medioevo è rappresentato da un gruppo di armi in ferro e da uno dei manufatti più pregevoli della sezione, la crocetta longobarda, databile alla fine del VI secolo è in lamina d’oro, ornata da un motivo di tre nastri intrecciati caratterizzati dalla presenza di dettagli animalistici alle estremità.
Per l’età medievale e rinascimentale è stato scelto, come sito campione, la Rocca di Monfalcone, dove i numerosi reperti attestano una frequentazione
dall’epoca preistorica alle età bassomedievale e rinascimentale.
A questi ultimi periodi risalgono le belle ceramiche in maiolica arcaica e graffite e dipinte su ingobbio.

 

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