Nelle sale del pianterreno e del primo piano di Casa Formentini, adiacente a Casa Tasso, è esposta un’ampia selezione della Pinacoteca che comprende in particolare esempi della pittura veneta del Settecento, anche se non mancano opere più antiche, e una ampia selezione della ritrattistica ottocentesca, sia quella borghese, sia quella ufficiale con i ritratti degli imperatori Giuseppe II, Francesco I, Ferdinando I e Francesco Giuseppe. In particolare merita rilevare, tra i dipinti di soggetto religioso, un’Estasi di San Francesco di Palma il Giovane (1544-1628) e una serie di pastelli, che raffigurano santi, di Francesco Pavona (1692-1777). Tra gli autori settecenteschi spiccano Antonio Paroli (1688-1768) e Johann Michael Lichtenreiter (1705-1780) molto attivi nel Goriziano, sia con opere di carattere religioso, sia con opere storiche. La pittura ottocentesca, che trova collocazione al primo piano dell’edificio, è rappresentata soprattutto da Giuseppe Tominz (1790-1866), il ritrattista ufficiale della borghesia triestina e goriziana di cui sa cogliere le caratteristiche essenziali non solo nelle fisionomie tanto ben riuscite, ma anche negli aspetti della moda e dell’arredamento che completano i suoi ritratti. Concludono l’esposizione alcuni ritratti, della seconda metà dell’Ottocento, di personaggi perlopiù locali, eseguiti da Antonio Rotta (1828-1903), Annibale Strata (1828-1894), Valentino Pagoni (1832-1884) e Lodovico Seculin (1832-1907). Nel seminterrato sono riproposti ambienti famigliari e botteghe artigiane: la cucina tradizionale friulana, la cantina e la saletta della caccia; la bottega del fabbro con l’attrezzatura completa: fucina con grande mantice di cuoio, incudine, pila dell’acqua; un laboratorio di falegnameria e la bottega di un argentiere e cesellatore goriziano. Tra i manufatti, di particolare interesse sono le serrature per cassepanche, porte e portoni, i lucchetti e i chiavistelli con complicati congegni, fabbricati a Gorizia o nel suo contado tra il XVI e il XIX secolo. Nella bottega del falegname sono esposti un banco da lavoro con tutti gli attrezzi ed alcuni esemplari di cassapanca nuziale, il mobile che, più di ogni altro, veniva costruito anche in casa. Nella cucina domina il grande fogolâr in mattoni. Sulle mensole della cappa pentole, paioli, brocche, stampi in rame. Vi è poi l’acquaio in pietra con i secchi in rame lavorato a sbalzo ed altre suppellettili in peltro. La cantina ospita un grande torchio settecentesco ed altri strumenti legati alla produzione del vino. Nella saletta della caccia vi è un salottino di manifattura viennese di fine Ottocento che proviene dal Circolo della caccia di Gorizia. Sono esposti alcuni esemplari imbalsamati della fauna locale ed una serie di oggetti che facevano parte dell’equipaggiamento di un cacciatore dei primi del Novecento. |