Europa e multicultura

L’allargamento dell’Unione Europea a dieci nuovi Stati e l'ingresso della Slovenia in area Schengen, il 22 dicembre 2007, è stato un evento di portata epocale per il territorio della provincia di Gorizia. Il confine che lambiva la città capoluogo e divideva il territorio isontino, è definitivamente scomparso.

Il territorio goriziano ha oggi l’opportunità di ricostituire la propria unità e riallacciare i legami tra le due parti, per secoli unite da intensi rapporti sociali, economici e culturali, che in seguito alla seconda guerra mondiale il confine ha diviso e gravemente penalizzato. 

La collaborazione transfrontaliera, già in atto, può ora compiere un salto di qualità verso una progressiva integrazione: le due metà del territorio isontino sono uscite da una condizione di marginalità nell’ambito dei rispettivi stati e potranno assumere una nuova centralità nell’Europa senza confini. 

L'unificazione europea, col superamento delle contrapposizioni etniche che hanno contraddistinto il secolo scorso, favorisce anche la valorizzazione delle diversità culturali e linguistiche presenti nella Provincia di Gorizia e il recupero di un'identità multiculturale già conosciuta, nelle nostre terre, in passato. 

La Provincia è impegnata a promuovere una nuova qualità della convivenza in un ambiente sociale rispettoso delle diverse identità, dove ciascuno possa sentirsi pienamente accettato e riconosciuto, a prescindere dalla propria lingua. 

Le società del futuro saranno sempre più caratterizzate da una pluralità di etnie compresenti sullo stesso territorio: il dialogo e l'apertura nei confronti delle diversità, siano esse storiche o di recente insediamento, sono il miglior antidoto contro il risorgere di conflitti etnici, che potrebbero acuirsi anche per effetto dei nuovi fenomeni migratori.

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